Georgien 2008

Georgien 2008

zeneise de 'na votta

Quando e’ penso in ano novo
quanto tempo e’ ò falio,
chi in falir son invegio
e zhu pecaor me trovo,
per crovirme aotri descrovo,
e ò lo cor sì durao
ch’e’, chi tanto son pricao
per dir scacho, e’ no me movo.
A li morti vago aprovo
ch’e’ no vego mai tornar,
quanto e’ ò miso in aquistar
no me varà zhu un ovo.
Donca voio e’ far controvo
de mi mesmo ben punir,
chè chi se vor de mar pentir
la pietae de De’ g’è provo.



Quando, all’inizio dell’anno / penso a tutte le volte che ho sbagliato, / e che sbagliando sono invecchiato / e che mi ritrovo a peccare ancora, / pur di proteggere me stesso denuncio le malefatte degli altri, / e ho il cuore così indurito che, / per quanto sia stato più volte ammonito / e avvertito dell’azzardo, non intendo far nulla. / Vado al seguito dei morti / che non fanno ritorno, / ma ciò che ho speso in vanità / vale meno di niente. / Per questo voglio trovare il modo / di punire me stesso, / perché la pietà di Dio / è vicina a chi vuol pentirsi.
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