Non posso dire la mano sul cuore
se batte perché vuol vivere corpo
ma non sarò nel creato né un orbo
né un orto che non ne voglia del fiore.
Coscienza che non sentisse l’onore
di unicum di infinito una parte
e meno di una molecola ad arte
di pioggia di nebbie fitte o di albore.
Anche quando non sapevo chi ero
- la gioia di essere un infinitesimo
dove tutto sentivo l’incantesimo
la più gran parte avvolta nel mistero.
*

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